Iniziative segnalate per 9 Maggio e dintorni
* Sarnano (AP) 8/5: MARCIA IN MEMORIA DI DECIO FILIPPONI E DEI PARTIGIANI DI PIOBBICO
* Napoli 8/5: IL REGGIMENTO IMMORTALE
* Venezia 8/5: IL REGGIMENTO IMMORTALE
* Torino 9/5: COMMEMORAZIONE DEI PARTIGIANI SOVIETICI
* Milano 9/5: COMMEMORAZIONE DELL'ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA NELLA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA
* Spoleto (PG) 9/5: PROIEZIONE FILM "STALINGRAD"
=== Sarnano (AP), domenica 8 maggio 2016
con partenza alle ore 9.30 dalla abbazia di Piobbico
MARCIA IN MEMORIA DI DECIO FILIPPONI E DEI PARTIGIANI DI PIOBBICO
Per
l’ottava edizione della “Manifestazione in memoria di Decio Filipponi e i
partigiani di Piobbico”, in programma domenica 8 maggio, ritorniamo al
programma di un'unica giornata e al percorso dei sentieri di montagna delle
passate stagioni, ripercorrendo il sentiero della memoria che, partendo
dall’Abbazia e passando da Giampereto e Cese, si snoda immergendosi nelle
macchie a ridosso della valle dei tre salti per raggiungere successivamente
Piobbico.
Quest’anno faremo brevissime deviazioni all’interno della piccola frazione
montana, e dopo la commemorazione presso la ex scuola elementare, faremo
ritorno a piedi all’Abbazia con un’altro piccolo sentiero che giungerà alle
spalle del piccolo cimitero adiacente.
Al pranzo sui prati farà seguito la presentazione del libro “Il barbiere zoppo
– 1969, una ragazza e la scoperta della Resistenza”. Gino Marchitelli,
scrittore, elettricista antagonista, compagno dell’Anpi e autore del libro, ci
racconterà del misterioso viaggio di una giovane alla ricerca delle sue
radici; “Un romanzo avvincente, ricco di pathos e intensità emotiva […]
che svela fondamentali verità sul ventennio e sugli orrori del regime nazifascista,
attraverso gli occhi veri, puri e ingenui di ragazze e ragazzi in dialogo
tra generazioni.” (http://www.peacelink.it/pace/a/41831.html)
“Se vorrete conoscere la Resistenza e una scrittura che non la tradisce
narrandola, e se la volete proporre ad altri, questo è il libro che vi
serve”. (Lidia Menapace).
Il tutto con l’accompagnamento musicale di canti della resistenza eseguiti
dalle compagne e dai compagni del ‘Coro 24 marzo’ dell’Anpi intercomunale
24 marzo.
Programma:
Ore 9.30
Ritrovo presso l’Abbazia di Piobbico
Ore 10
Partenza camminata
Ore 12
Commemorazione presso la ex scuola elementare di Piobbico
Ore 13
Pranzo sui prati presso l’Abbazia di Piobbico
Ore 14.30
Presentazione del libro “Il barbiere zoppo – 1969, una ragazza e la scoperta
della Resistenza” a cura di Gino Marchitelli con l’accompagnamento
musicale del ‘coro 24marzo’
Info:
email: anpisarnano @ gmail.com
Pagina Fan Facebook https://www.facebook.com/anpi.sarnano/
evento facebook: https://www.facebook.com/events/996429523767917/
=== Napoli, domenica 8 maggio 2016
dalle ore 10:00 in Piazza Vittoria
IL REGGIMENTO IMMORTALE
In occasione della giornata della Vittoria sui Fascisti, il Movimento delle Donne Ucraine Antifasciste di Napoli propone una marcia commemorativa analoga a quella che si tiene in altre città del mondo. Proponiamo di costituire il “Reggimento Immortale”. Così è chiamata un'azione civile su larga scala in memoria dei veterani della Seconda Guerra Mondiale, dei lavoratori nelle retrovie e dei prigionieri dei campi di concentramento. Il giorno scelto per la marcia del “Reggimento Immortale” è il Giorno della Vittoria sovietica sulla Germania nazista, il 9 maggio.
Ogni partecipante può portare la foto o oggetti ricordo di un parente che abbia partecipato nella Seconda Guerra Mondiale alla sconfitta del nazifascismo. Per costituire un Regimento che non muore mai.
evento facebook: https://www.facebook.com/events/268828963455954/
=== Venezia, domenica 8 maggio 2016
dalle ore 15 di fronte alla Stazione ferroviaria di Santa Lucia
IL REGGIMENTO IMMORTALE
Il
9 maggio è la festa della vittoria del bene contro il male, è la festa della
vittoria contro il nazismo.
L'associazione Nova Harmonia invita a ricordare tutti coloro che hanno
contribuito in Italia, in Europa e in Russia dando la loro vita per
la pace.
evento facebook: https://www.facebook.com/events/1706556559633317/
=== Torino, lunedì 9 maggio 2016
alle ore 10:00 dal piazzale del Cimitero Monumentale, corso Novara 135
verso il Campo della Gloria – Sacrario della Resistenza
COMMEMORAZIONE DEI PARTIGIANI SOVIETICI
a cura della Ass. Culturale Russkij Mir - www.russkijmir.org
=== Milano, lunedì 9 maggio 2016
alle ore 10:30 presso il Cimitero Maggiore
(fonte: Gherush92)
ANNIVERSARIO
DELLA VITTORIA
NELLA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA
Cimitero Maggiore, Milano
Lunedi, 09/05/2016 ore 10.30
Invito alle celebrazioni del 70° anniversario della Vittoria nella grande guerra
patriottica che ha visto la conquista della pace grazie all’eroismo di tanti
uomini e donne sovietici, tra i quali si annoverano anche molti patrioti
armeni.
L’attacco a sorpresa del 21 giugno 1941, denominato “Piano Barbarossa”, travolse la resistenza sovietica,ma fu anche l’epopea della Resistenza e del sacrificio dei popoli dell’URSS. La “Grande Guerra Patria”fu condotta sotto la spinta di un acceso amor di patria e con un eccezionale sacrificio. Il trasferimento delle fabbriche e dei comandi al di là del Volga, il coraggio e la volontà dei combattenti di tutte le etnie dell’URSS, permise il passaggio dalla difensiva all’offensiva. Simbolo di tale realtà fu la storica vittoria di Stalingrado e con le battaglie dell’autunno 1944 fu portata a termine la liberazione di tutto il territorio dell’URSS. La partecipazione dell’Armenia Sovietica fu immediata e sostenuta da forti motivazioni: oltre alla determinazione a resistere al nazismo si aggiungeva il fatto che gli armeni avevano subito il genocidio del 1915 perpetrato dai Giovani Turchi alleati della Germania. L’Armenia ha inviato in guerra 600.000 uomini, 5 divisioni di fanteria, 4 marescialli, 60 generali. Fra i personaggi che più si sono distinti vi sono gli armeni del Nagorno Karabagh: Il maresciallo HOVANNES BAGHRAMIAN , il comandante in capo di truppe corazzate, HAMAZASP BABAJANYAN, il comandante di compagnia, ordine della Stella Rossa, RUBEN BAGIRYAN.Circa 300.000 militari armeni, sono deceduti nella difesa dell’Unione Sovietica.
Ma gli armeni hanno combattuto il nazismo anche all’estero, fuori dai confini dell’URSS. In Francia divenne ed è tuttora famosa la vicenda dell’Affiche Rouge (il Manifesto Rosso) che ha tappezzato l’intera Parigi in occasione dell’esecuzione di 23 resistenti del gruppo Franchi Tiratori Partigiani- Mano d’opera Immigrata (FTP-MOI) detto Gruppo Manouchian , comandato da Missak Manouchian che in 18 mesi compiono 229 azioni contro i nazisti occupanti, fra le quali famosa l’uccisione del generale SS Julius Ritter. Del gruppo facevano parte, oltre agli armeni, spagnoli, ungheresi, italiani, polacchi, francesi ed ebrei. Arrestati e condannati a morte nel 1944, furono fucilati nel forte Mont Valerien, mentre l’unica donna del gruppo viene decapitata a Stoccarda. Missak Manouchian invia alla moglie prima dell’esecuzione una lettera che servirà di ispirazione al poeta Louis Aragon, un’indimenticabile poesia cantata poi da Leo Ferè. Il regista Robert Guediguian narra le vicende dell’Affiche Rouge nel film “L’Arme du crime”, tradotto e proiettato anche in Italia. Nel 20esimo arrondissement di Parigi una via porta il nome “Rue Du Groupe Manouchian”.
Pietro
Kuciukian
Consolato onorario della Repubblica d’ Armenia
Milano
=== Spoleto (PG), lunedì 9 maggio 2016
alle ore 21 alla libreria Aurora, via dell'Anfiteatro 12
9 maggio festa della vittoria
PROIEZIONE FILM STALINGRAD
Il
9 maggio di quest’anno rappresentano la storica ricorrenza del 71° anniversario
della resa della Germania nazista e della vittoria antifascista dei
popoli. Una vittoria a cui l’Unione Sovietica e i comunisti hanno dato un
contributo essenziale. Per questa ricorrenza, che si celebra a
pochi giorni dalla data della nostra liberazione nazionale dal fascismo
l'AURORA ha messo in cantiere un' iniziativa di informazione con del
materiale propagandistico per ripristinare la verità storica e combattere
contro il revisionismo. Ricordiamo il grande contributo dell’URSS e dei
comunisti alla liberazione dei popoli, rigettiamo il revisionismo e ogni
tentativo di equiparazione!
Alle ore 21:00 proiezione del film "STALINGRAD"
Film :
Stalingrad
(Сталингра́д)
è un film del 2013 diretto da Fedor Bondarchuk, con protagonista Thomas
Kretschmann.
È il primo film russo prodotto completamente con la tecnologia del 3D, ed anche
il primo film non statunitense che adotta il formato IMAX.
Il film è stato selezionato per concorrere alla selezione finale per la scelta
dei candidati all'Oscar del 2014 nella categoria Miglior film straniero.
La pellicola è stata presentata fuori concorso all'ottava edizione del Festival
Internazionale del Film di Roma.
evento facebook: https://www.facebook.com/events/254693661551513/
POPOLI
INGRATI E SENZA MEMORIA
OVVERO VERSO UN NUOVO FASCISMO
Agli
eroi dell’Armata Rossa caduti in battaglia gloria e memoria eterna! Il
Memoriale Italiano, con la sua falce e martello, ritorni ad Auschwitz!
La vittoria sovietica sul fronte orientale, di gran lunga il più duraturo,
vasto e sanguinoso del secondo conflitto mondiale, mette fine al piano di
espansione nazifascista e al programma razzista di sterminio dei popoli slavi,
degli ebrei, dei roma, dei sinti, dei prigionieri di guerra, degli omosessuali
e dei disabili e alla persecuzione di ogni opposizione politica.
A fronte di questi noti funesti avvenimenti e alle coraggiose gesta di chi vi
si oppose, assistiamo oggi in Europa a percorsi diversi di rivisitazione e
rielaborazione della memoria, che si distinguono per un differente uso politico
della storia. Alcuni restano un ammonimento contro il nazifascismo, altri
sconfinano nel revisionismo o nel negazionismo altri ancora, come il caso
dell’Italia, nell’ignoranza e nell’oblio.
Così in Germania, tragico teatro finale del conflitto mondiale, i memoriali
sovietici, intatti e curati con diligenza, restano, nonostante tutto, un feroce
ricordo ed un monito perenne contro il passato nazista. A Berlino suonano come
un obbligo le parole sul Memoriale ai Caduti Sovietici nel Parco di Treptower,
dove riposano 5000 soldati dell’Armata Rossa: “Ora tutti ricorderanno
che il popolo sovietico con il suo altruismo ha combattuto e salvato la civiltà
europea dai criminali fascisti. Questa è stata una grande conquista del popolo
sovietico verso la storia dell’umanità.” Sono un’ode alla
responsabilità le parole incise sul Memoriale di Guerra Sovietico in
Schönholzer Heide: “Alla memoria eterna degli eroi. … Copriti la
testa! Qui sono i soldati sovietici eroi della grande Guerra dal 1941-45,
deposti all’eterno riposo … Una grata umanità non dimenticherà mai le loro
gesta coraggiose.”Tuonano indelebili le parole di Stalin scolpite sul Red
Army Memorial: La forza dell'Armata Rossa risiede nel fatto che essa
non nutre e non può nutrire alcun odio razziale contro altri popoli e quindi
neppure contro il popolo tedesco; essa è educata nello spirito dell'eguaglianza
di tutti i popoli e di tutte le razze, nello spirito del rispetto dei diritti
degli altri popoli.”
Così anche Londra con il Soviet War Memorial che commemora il
sacrificio di 27 milioni di vite tra civili e forze armate dell’Unione
Sovietica che hanno combattuto con gli alleati contro il nazifascismo.
Così anche a Netanya in Israele con il Monumento all’Armata Rossa che,
con le parole di Peres, “è un’opportunità per ringraziare l’Armata
Rossa. Se non avesse sconfitto il mostro nazista senza dubbio non saremmo qui
oggi … Nella seconda guerra mondiale l’Armata Rossa ha impedito al mondo di
arrendersi”.
Così anche a Zhangjiakou in Cina, il Memoriale ai caduti delle forze alleate
sovietico-mongole ricorda: “La nostra liberazione … non può
essere separata dal sangue versato dai martiri sovietici della Mongolia; …
eternamente commemoriamo il grande contributo da parte delle forze alleate
Soviet-mongoli alla causa della liberazione del nostro paese.”
Ben altrimenti, nei paesi dell’ex Unione Sovietica i memoriali all’Armata Rossa
sono divenuti impropriamente simbolo del comunismo reale e sono teatro ed
oggetto di ingiusti e irrispettosi scontri politici. Così, ad esempio, a
Budapest, in Ungheria, il Memoriale per l’Armata Rossa, in Piazza della
Libertà, è l’ultimo monumento sovietico rimasto e, ripetutamente
deturpato, crea grandi polemiche. A Praga, il Monumento ai Carristi Sovietici,
che commemora la liberazione della Cecoslovacchia, è oggetto di polemiche
e di ripetuti tentativi di rimozione del carro armato che, per molti, oggi
rappresenta il simbolo dell’occupazione sovietica comunista. A Sofia, in Bulgaria,
il Monumento all’Armata Sovietica con l’iscrizione, “Per i
liberatori dell’armata sovietica da parte del grato popolo bulgaro”,
nel 2011 è imbrattato da un gruppo di artisti anonimi che ha trasformato
i soldati in fumetti della cultura popolare americana, con la scritta: "Al
passo coi tempi". Così a Taallin in Estonia, il Memoriale
all’Armata Rossa è rimosso dalle autorità nel 2007 e una manifestazione in sua
difesa provoca feriti, arresti e un morto. Così a Varna in Bulgaria il
Parco monumentale all’amicizia Bulgaro-Sovietica con l’iscrizione “Amici
per i secoli dei secoli”, è in stato di abbandono e degrado. Così a
Varsavia il Memoriale all’Armata Rossa è rimosso dalle autorità polacche.
Ancora diverso il caso dell’Italia, ex paese fascista ed invasore dell’Unione
Sovietica, dove revisionismo e negazionismo si accettano con silenziosa
indifferenza e finiscono nell’oblio, mancando nel nostro popolo la diffusa
consapevolezza che la liberazione dal nazifascismo e dai campi di sterminio sia
avvenuta grazie al sacrificio degli uomini dell’Armata Rossa. Nei decenni del
dopoguerra e della guerra fredda le preoccupazioni per il presente hanno
prevalso e che i principali liberatori dal nazifascismo fossero soldati
sovietici dell’Armata Rossa è sottaciuto, persino dimenticato.
La recente rimozione del Memoriale Italiano dal Blocco 21 di Auschwitz è un
esempio di questo tanto squallido quanto ignorante e dimentico atteggiamento.
Lo spostamento non è dipeso, come qualcuno scioccamente ci vuol far
credere, dal presunto scarso valore pedagogico-educativo dell’opera d’arte, non
al passo dei tempi e poco esplicativa. Il Memoriale è stato rimosso per la
presenza del simbolo della falce e martello. Qui la questione pedagogica è
irrilevante tanto quanto la battaglia intrapresa da qualcuno contro o in difesa
dell’opera d’arte. Quell’opera che, in ossequio ai reazionari, qualcun
altro ha rinominato il memoriale viaggiante, vale proprio per il contenuto che
esprimono i simboli rappresentati del comunismo, che ritraggono,
inequivocabilmente, i liberatori dal nazifascismo che oggi si vogliono
dimenticare. Per questo l’opera vale, per questo viene rimossa, per questo va
ricollocata ad Auschwitz.
Il silenzioso trasferimento del Memoriale nella periferia di una città qualunque,
che avviene con l’imperdonabile complicità dell’attuale Governo Italiano, (di
sinistra ?), e con il consenso dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e
dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, ha reso a tutti evidente che quello
di Auschwitz, con i simboli unici ed insostituibili dell’antifascismo, in
effetti, non era il Memoriale italiano, e che il Governo non lo ha
protetto sì per vigliacca indifferenza, ma anche perché il popolo italiano,
senza memoria, non lo ha difeso, non lo ha ricordato, non lo ha persino
riconosciuto.
Oggi in Europa assistiamo, impotenti, alla continuazione di razzismo e
antisemitismo, di revisionismo e negazionismo o, peggio, di oblio nei luoghi
della Memoria, fenomeni questi che si possono combattere proprio con quell’esperienze
di resistenza e lotta che i simboli che si vanno cancellando rappresentano. I
luoghi della memoria, inclusi i lager nazisti, con interventi che mirano a
distorcere o cancellare eventi e risultati della liberazione dell’Europa,
vengono inglobati in aree urbane, trasformati in giardini, rimossi,
dimenticati. Anche l’Italia, in modo che appare incomprensibile se non
per stare, con vanagloria, in carriera per i voti, o al passo con i tempi o per
obbedire a indicazioni estranee, contribuisce a spazzare via la memoria
dell’antifascismo e accetta di spostare il Memoriale da Auschwitz, proprio come
gli altri Memoriali all’Armata Rossa che vengono deturpati o rimossi dalle
piazze di Cracovia o di Budapest.
Bisogna fermare vecchi e nuovi tentativi revisionisti ricordando che
nell’alleanza di un coacervo di diversi popoli, uniti sotto la bandiera
dell’Armata Rossa, è nata una prodigiosa resistenza al nazifascismo che
costituisce un unicum nella storia; e che senza l’Armata Rossa, matrice di ogni
resistenza europea, non ci sarebbe stata la vittoria contro il nazifascismo, e
non ci sarebbero stati sopravvissuti ebrei e rom in Europa.
Chiediamo con forza, vorremmo dire intimiamo, al Governo Italiano,
all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e all’Associazione Nazionale ex
Deportati di adoperarsi per ricollocare immediatamente il Memoriale nel
Blocco 21 e perché l’intero campo di sterminio di Auschwitz sia dedicato al suo
unico liberatore, l’Armata Rossa.
Delfina Piu e Valentina Sereni
Gherush92 Committee for Human Rights
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